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Giornata di sole.

Nella giornata della (quasi) morte e conseguente resurrezione di Giulio Andreotti – letteralmente se si considera l’affaire Wikipedia – non ho potuto fare a meno di chiedermi se il decesso del senatore novantatreenne mi avrebbe procurato un sollievo di qualsiasi tipo e la risposta è stata sì. Un po’ come con Oriana Fallaci, in parte come con Cossiga. Nel senso che ci sono delle personalità che oggettivamente hanno causato più danni che bene a questo nostro malconcio Paese e che non si sono mai assunti le responsabilità delle loro azioni, anzi, nel corso degli anni si sono ricreati una verginità politica che li ha portati ad essere considerati come saggi, persone cui portare rispetto nonostante l’elefante dentro al loro salotto. Quindi, sì, in definitiva la morte rimane l’unico modo per liberarsi di queste persone e per vivere in un ambiente più civile. Perché, come recita la saggia, “augurarti la morte fa di me una persona orribile ma di te una persona morta dunque, ci sto”.

Sunny day.

English Lesson no. 1: Swear Words.

Fuck as a verb stands for “to have a sexual intercourse with someone”; as a noun it could be a reference to a sexual partner or to an unwanted person; as an adjective or an adverb is an intensive.

Twat is vulgar slang for female genitals. It often used as an insult to someone who acts like an idiot, vulgarly known as a “pain in the ass” as well.

e.g. – Beppe Grillo is a gigantic fucking twat. [*]

Giornata di pioggia.

Visto spezzoni del concerto del Primo Maggio. Non mi hanno convinto i conduttori, troppo spaesati per il ruolo che dovrebbero ricoprire (ma chiamare due presentatori a presentare sembra brutto? o continuiamo ad illuderci con l’idea che tutti possono fare tutto nel magico Paese dell’arte dell’arrangiarsi?) e i cantanti non m’interessavano particolarmente, con l’eccezione di Dente ma Dente è Dente ed è sempre grasso che cola.

Iniziato a guardare “Torchwood”, uno dei tanti spin off del “Doctor Who”. Il primo episodio mi è piaciuto molto, il secondo un po’ meno, ma tendo a dargli credito.

Bossi ha dichiarato più o meno a sorpresa che tonerà a candidarsi come segretario; qualcuno credeva davvero che ce ne saremmo liberati presto?

 

Giornata di sole.

A Padova c’era il sole, a Modena mi hanno detto che ha piovuto per buona parte del tempo come a Bologna, a giudicare dalle pozzanghere.

Gita fuori porta.

In treno, un Frecciargento pieno come un uovo, ho conosciuto una signora californiana smaniosa di raccontarmi la storia della sua vita. In viaggio con il marito, una coppia di amici e una vecchietta di cui non ho ben compreso i rapporti di parentela/amicizia con il resto del gruppo e il cui unico interesse era quello di leggere i quotidiani sull’iPad, la signora mi ha raccontato di essere in Italia da quasi due settimane con la scusa di andare a trovare il figlio del marito, studente di medicina a Firenze. Ma a Firenze son rimasti ben poco. “Il bello dell’Italia – mi ha confessato piena di euforia – è che in un paio d’ore sei in un’altra città bellissima. Parti e BAM! due ore dopo sei a Posillipo. Parti e BAM! sei alle Cinque Terre. Parti e BAM! Venezia. Parti e BAM! Svizzera. Parti e BAM! Malta”. In tutti i posti che hanno visitato hanno noleggiato una macchina per spostarsi e la signora era molto divertita dal fatto che il marito avesse guidato tutto il tempo mentre lei dormiva nei sedili posteriori, quello che la divertiva di più era che, soprattutto a Posillipo e in Liguria, le strade fossero particolarmente impervie e strette ma lei dormiva sonni tranquilli perché il marito “sa guidare bene”. Quando sono sbarcati a Malta e hanno realizzato che la guida era a destra l’allegra californiana ha esclamato in fibrillazione: “Un’altra sfida per mio marito!”. “Fuck yeah”, stavo per aggiungere.

Padova è carina; la sensazione è che urbanisticamente le cose più interessanti siano spalmate ai quattro angoli della città quando potrebbero essere raccolte in pochi metri. Grandi spazi aperti, insomma, anche nel centro cittadino. Un’altra sensazione è che la città non sia particolarmente tourist friendly: il Duomo era chiuso per mezza giornata, la mostra su De Chirico era chiusa di lunedì (una scelta che avrebbe potuto subire una deroga considerando il ponte e il conseguente afflusso di gente), per non parlare dei commercianti che o ti raccontavano della crisi che stanno affrontando o si stampavano sulla faccia il muso più lungo che avevano e, ogni tanto, riuscivano a biascicare un “Salve”. La Basilica di Sant’Antonio ha il suo fascino anche se l’ho trovata un po’ troppo barocca per i miei gusti e non mi riferisco solo allo stile architettonico ma anche alle bancarelle che vendono ceri con l’effige del santo, al negozietto di articoli religiosi dentro la basilica, alla vendita di dolci locali sempre in un ambiente all’interno della Basilica, alla maschera che invita i turisti a guardare le reliquie con maggiore velocità. Di fronte ad una reliquia ho esclamato: “E’ un po’ come conservare un fazzoletto usato da Jon Bon Jovi!”. Alcuni turisti mi avrebbero volentieri fulminato, a giudicare dai loro sguardi di disapprovazione.

Giornata di pioggia a tratti alterni.

Passata la domenica a recuperare i post degli ultimi giorni. Ho iniziato poco più di tre mesi fa a scrivere un post al giorno; inizialmente avrebbe dovuto essere la morte del cigno del blog, qualche settimana di cronaca prima della chiusura definitiva di qualcosa che stava languendo da ormai troppo tempo, poi è finita che ci ho preso gusto. La forma non è particolarmente originale (il modello è quello di robba, ça va sans dire) ma mi diverte. Non so per quanto andrà avanti, non so se sarà sempre così, non so quando mi stancherò. So solo che sto navigando a vista. E non mi dispiace per niente.

Giornata di sole.

Cercando di organizzare una gita fuori porta per lunedì, ho scoperto che il sito delle FFSS ha di nuovo, oltre la veste grafica, anche una discreta dose di sole. Nella ricerca di un treno che parta da Modena per Padova le soluzioni possibili sono quelle legate alle nuovissime Frecce, ovvero le più costose. Tenendo presente che nel tragitto è previsto un cambio a Bologna e cercando solo il tragitto Bologna-Padova improvvisamente le soluzioni raddoppiano e fanno la loro comparsa anche i più economici regionali. Mi sembra giusto. Intanto sembra confermato che neanche quest’anno riuscirò ad andare alla notte bianca di Firenze. Karma is a bitch.

Giornata di sole.

Allora a “Tempesta d’amore” c’è il gemello cattivo che ha preso il posto del gemello buono dopo che il primo ha spinto il secondo nel fiume, convincendosi di averlo ucciso. Ovviamente non è morto nessuno ma il ragazzo è rimasto sfigurato nell’incidente e ha perso la memoria. Dopo un’operazione di alta chirurgia e dopo una convalescenza lampo, il gemello buono è tornato con un nuovo volto. E ha trovato subito un lavoro nel posto in cui lavora anche il gemello cattivo con la fidanzata, originariamente ragazza del gemello buono. E l’ha trovato, il lavoro, la settimana delle nozze tra gemello cattivo e fidanzata. In tutto questo c’è la zingara innamorata del gemello buono; zingara sui generis perché odia tutti gli stereotipi legati alla sua cultura e sta facendo di tutto per inserirsi nel mondo occidentale, compreso trovarsi un lavoro sottopagato di merda e andare a vivere in un monolocale a mille euro al mese. Prendo nota che il potere del trash di “Ringer” si sta diffondendo nel mondo, mi fa piacere.

Giornata di sole.

Accompagnato Cugino in stazione. Devo ammettere che la sua partenza mi ha lasciato più melanconia di quanto pensassi. Forse perché c’era la consapevolezza che passeranno altri anni prima di rivedersi ancora, forse perché i tempi in cui eravamo giovani e spensierati sono finiti da un pezzo, forse perché è solo uno che sa come adattarsi in ogni situazione ed è una piacevole compagnia. Vabbè, si torna alla normalità. Qualsiasi cosa voglia dire.

Giornata di sole e di vento.

Mai Festa della Liberazione fu meno sentita di oggi. Ho avuto una ricaduta e sono rimasto a letto buona parte della giornata. Quando mi sono deciso ad alzarmi e a farmi una doccia il telefono ha iniziato a squillare come se non ci fosse un domani.

Cugino era da Sorella sia a pranzo che a cena, almeno si è evitato di beccarsi l’influenza ed io ho evitato di fare scene drammatiche (a sorpresa mi sono accorto che, anche nei picchi della convalescenza, continuo a ripetere “Sto bene, non ho nulla” a chiunque me lo chieda, anche se devo ammettere che “Mai confessare le proprie debolezze anche quando palesi” è una costante della mia vita).

Nel pomeriggio altre partite, ma davvero ne fanno così tante durante la settimana?

In serata ho acceso il computer dopo qualche giorno di inattività. Su Facebook qualcuno mi ha fatto gli auguri per l’onomastico e, nonostante volessi rispondere dicendo che non me ne frega nulla di un nome, oggi si celebra la libertà ritrovata del mio Paese, mi sono limitato ad un sintetico “grazie”.

Giornata di sole.

Visita al parco Ferrari. Cugino è rimasto divertito dalla notizia che avessero rubato i busti dei piloti al parco e voleva verificarne l’assenza di persona. Poi si è lamentato dell’incuria del parco, dell’erba alta, dei cani e dell’occasione sprecata.

In serata cena da Sorella con Allegra Famiglia Riunita. Sorella ha preparato le tigelle ma non ho mangiato molto. In compenso mi sono buttato sul Lambrusco, scoprendo che ne reggo molto di più di quello che immaginavo. L’antibiotico sta facendo effetto in questi giorni, ora l’unico sintomo che mi è rimasto è un raffreddore da fieno. Ho contato che sto prendendo cinque tipi di medicinali diversi. Poco cibo, alcol a go-go, farmaci come se piovesse. Il mio fegato mi sta facendo ciao ciao con la manina in questo momento. Ennesima partita in tv, non so come ma sono arrivato alla fine della serata.

Ah, nel pomeriggio mi hanno inculato. Ero fermo al semaforo con Cugino. Stavamo andando a prendere da bere per la serata (nota a margine: mai andare al supermercato un prefestivo per comprare due cose in croce, troppa fila, non ne vale la pena), quando una macchina che cercava di spostarsi nella corsia a sinistra ci ha sorpassato, ma ha preso male le misure. Il vecchietto che è sceso era tutto rammaricato e si sentiva visibilmente in colpa al punto che stavo per chiedergli scusa io (non è vero, dopo che mi ha lasciato i suoi dati, mi sono affrettato a copiare il suo numero di targa). Dopo Cugino mi fa, “Pensa se il ritardo che ha causato quel vecchietto avesse impedito che ci scontrassimo con un camion nell’incrocio successivo” ed io ho risposto con un “Pensa se quel ritardo fosse la causa di un incidente con un camion nell’incrocio successivo”. Ah, l’ottimismo, Gianni.

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