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Giornata di sole malato*.

Trovata ruota a terra (a dire il vero: sono salito in macchina, ho fatto due metri, non riuscendo a muovere bene il volante sono sceso a controllare le ruote e, solo a questo punto, mi sono accorto della ruota a terra). Tirato bestemmione.

Siccome avevo un appuntamento mezz’ora dopo dall’altra parte della città, sono corso dal tabaccaio a comprare un biglietto dell’autobus, ma il tabaccaio mi ha informato che non ne vendeva più da quando hanno messo le macchine per i biglietti direttamente sui mezzi pubblici. In attesa alla fermata ho sentito un vecchietto dire che lui l’autobus oggi non lo prendeva perché c’era sciopero. Panico. Poco prima un signore, accompagnato da quella che credevo fosse la figlia, considerata la notevole differenza d’età, mi ha chiesto se sapessi “dove caricare scheda Tim”, solo che diceva “Cim” e ho impiegato un po’ per capirlo – la presunta figlia si è limitata a fare si con la testa per tutto il tempo. Gli ho indicato il tabaccaio dal quale ero uscito poco prima; mi ha ringraziato e se ne sono andati. Solo che davanti all’entrata del negozio hanno tirato dritto sparendo poi nella prima laterale a destra. Allora mi è sorto il dubbio che - forse - l’accoppiata non era padre+figlia ma pappone+puttana e che “dove caricare scheda Cim” fosse un codice per offrirmi una prestazione. Ba’.
Per la cronaca, sono arrivato all’appuntamento con un quarto d’ora d’anticipo, tiè!, vecchietto malefico!

Accompagnando Nipote Grande in banca a ritirare la borsa di studio che ha vinto (lodi! lodi! lodi!), la nostra attenzione è stata attirata da un cartellone nella vetrina di Blockbuster che recitava “Forti Sconti!”. Stanno chiudendo e svendono il vendibile. La deadline è fissata per il 31 marzo. Tra gli scaffali Nipote mi ha preso per il braccio e mi ha detto: “Il terremoto! Guarda le tv!”. Le vecchie tv dal tubo catodico appese al soffitto stavano tremando. Il commesso barra titolare ci ha urlato dalla porta: “L’AVETE SENTITO, IL TERREMOTOOOOO?”; poi è partito un giro di telefonate e di sms e un circolo di “Ma lei si ricorda del terremoto del 1996?” “No, guardi, io mi ricordo quello del 1117″. True story. Personalmente non mi sono accorto di nulla e dire che 5.4 non sono pochi, se non fosse stato per il rumore generale avrei continuato come nulla fosse a fare quello che stavo facendo. Comunque sono uscito soddisfatto con una copia di “The Social Network” e una di “Io non sono qui”. Spesa totale 9,61 €. Devo tornarci.

Il meccanico ha riparato il buco nella gomma in quindici minuti. Ha usato uno stick di colla che viene dall’America, dice che là sono più pratici con queste cose, ché se rimani a terra devi rimetterti in viaggio il prima possibile, non puoi permetterti di stare senza macchina in quelle immense distese dove non si trova un’anima viva per chilometri. Mentre lavorava non ha fatto che parlare male di chi evade, soprattutto di quelle ditte completamente inesistenti al fisco. Naturalmente non mi ha rilasciato nessuna fattura.

Incontrato Sorella che mi ha detto: “Oh, ma lo sai che è morto Lele Mora?”.

Mi sembra che quelli che per tutti gli altri 364 giorni si prodigano a demonizzare zingari, extracomunitari, gay e quant’altro, poi si scarichino la coscienza oggi mettendo in mostra il loro interesse per la Giornata della Memoria. Pubblicano immagini di filo spinato su Facebook, mettono faccine tristi, linkano spezzoni de “La vita è bella” e così via. Ma forse è solo una generalizzazione anche la mia. Invece mi è piaciuta molto la sincera commozione di Napolitano, mi sa che sto diventando sentimentale.

Quello che era un dubbio oggi è diventato certezza. (Che frase alla Paolo Fox del cazzo!)

Se la vita fosse davvero un libro, oggi sarebbe iniziato un capitolo centrale della mia storia personale.

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*dicesi “sole malato” quella particolare condizione meteorologica per cui è sì presente il sole ma una cappa di umidità mista allo smog ne impediscono la completa fruizione, detta anche “luce da neon”. Gli studiosi non sono ancora riusciti a comprendere se il bruciore agli occhi che accompagna una giornata di sole malato sia diretta conseguenza della suddetta condizione meteorologica o sia piuttosto da attribuire all’inquinamento che in Emilia Romagna non sembra mancare mai.

Pippi Calzelunghe

Giornata nuvolosa.

Causa blocco del traffico guidato la macchina di mio cognato. Mai più. I pedali erano talmente sensibili che non mi accorgevo di schiacciarli, ruotando il volante di due gradi finivo nella corsia opposta e, soprattutto, da 0 a 60 km/h in un attimo e, come tutti sanno, nelle giornate di blocco del traffico bisogna tenere un basso profilo.

Visto spezzone di “Pippi Calzelunghe”. C’era Pippi che correva come una forsennata dietro ad una macchina senza controllo. In macchina c’erano i suoi due amici che, nonostante le apparenze contrarie, sembravano divertirsi molto. Sullo sfondo c’erano quei fondali che proiettano le immagini in movimento, si, insomma, gli effetti speciali usati dal cinema fino all’altro ieri e che a me fanno tornare in mente Fantozzi tutte le volte.
Alla fine Pippi riesce a saltare in macchina e si mette a guidarla con i piedi, nel senso che si siede sullo schienale e usa i piedi per muovere il volante. Sembrava molto naturale. Dopo una serie di curve, la macchina ha iniziato a volare ed è partita la sigla con i titoli di coda. Credo che la sigla fosse cantata da Liù Bosisio. O da Sandra Mondaini nei panni di Sbirulino. Ma punterei più su Bosisio [ha visto Ministro Fornero? Non ho usato l'articolo, proprio come dice lei che bisogna fare]. Sbirulino ha una pagina su Wikipedia. Anche Inger Nilsson ha una pagina su Wikipedia, ma la visione di Pippi Calzelunghe a 52 anni non è consigliata ai sensibili di cuore, ai vecchi e ai bambini.

In mattinata ricevuto SMS da Fastweb con le credenziali per accedere al loro sito (la password comprende il simbolo “$”, ‘tacci loro), nel pomeriggio spedita lettera di adesione. Nelle prossime settimane scoprirò se ne sia valsa la pena.

Cretino su Facebook ha scritto che “faccia da cagna non è un’offesa ma è un complimento” – veramente ha scritto che “non e’ un offesa e’ un complimento!”, punto esclamativo compreso – poi ha tenuto a precisare che “se vedi una e pensi o le dici “che faccia da cagna” vuol dire che ti ispira sesso e che e’ avvenente!”, punto esclamativo compreso. Sarei stato curioso di sapere cosa ne pensa di chi dice “faccia da cagna” a sua madre o a sua sorella ma ho resistito alla tentazione di mettermi al suo livello e mi sono limitato a rimuoverlo dagli amici.

Giornata di sole.

Andato a letto con il terremoto delle 00.54 (i bicchieri della credenza hanno iniziato a tintinnare come quando ai matrimoni invocano “Ba-cio! Ba-cio! Ba-cio!” con il coltello sul calice dello spumante), svegliato dal terremoto delle 9.06.

Da piccolo capitavano spesso dei terremoti. Soprattutto d’estate. Soprattutto di sera. Ricordo che tutto il condominio si ritrova in cortile a dirsi “Oh, l’hai sentito?” e chi non aveva la premura di uscire dal proprio appartamento veniva tempestivamente investito da una scarica di citofonate se non addirittura da grida preoccupate, nel caso in cui lo sventurato vivesse in uno dei piani più bassi. Tutte le volte mio padre diceva a mia madre: “Andate avanti voi, ché io vi raggiungo tra un po’” e nel dirlo muoveva in aria la mano con la quale teneva un’MS accesa, lasciando intendere che sarebbe sceso una volta finita la sigaretta. Una sigaretta che credevo non finisse mai perché, una volta passata la paura – e finite le chiacchiere -, tornati in casa, lo trovavamo nella stessa posizione in cui l’avevamo lasciato: seduto in sala davanti ad un mazzo di carte, la tv accesa, l’MS anche. Anni dopo l’avremmo trovato intento a telefonare, sempre seduto mentre guardava la televisione e si fumava l’ennesima sigaretta della serata, ma spostato in cucina quando la tecnologia permise l’acquisto di un televisore più piccolo e di un telefono cordless. Ebbene, mio padre non si spostava mai dalla sua posizione, né prima, né durante, né dopo un terremoto. Al massimo, ma solo un paio di volte quando noi – io e mia sorella – eravamo piccoli e non c’era la mamma, ci portava sotto una muro portante e sotto la sua ala protettiva aspettavamo che le scosse finissero. Questa calma serafica ha fatto sì che oggi io affronti i terremoti con nonchalance. Mi limito a dire “Terremoto” e a guardarmi attorno. Ieri, per dire, ho visto la gatta che ha continuato a dormire tranquilla nonostante le scosse. Anche quando ci fu quel potente terremoto nel 1996 mi limitai a guardarmi attorno, anche se vidi le finestre del palazzo di fronte la scuola aprirsi letteralmente da sole, anche se una mia compagna si alzò in piedi di scatto e disse “Oh, cazzo!” (“ma non si vergognava a dire una parolaccia in classe?”, pensai), anche se la professoressa era sbiancata improvvisamente e il panico le impediva di ragionare al punto che uscimmo quando la scuola si era svuotata da un pezzo.

In serata visto “Benvenuti al Nord” con famiglia al seguito. Una parte dell’allegra combriccola si è persa nella fila per il popcorn con conseguente ingresso a sala già buia, sui titoli di testa. Ci siamo fiondati sui primi posti liberi (e visibili): in terza/quarta fila. Lo schermo era immenso, in certe scene non si riuscivano a guardare contemporaneamente tutti gli elementi del quadro, per i primi dieci minuti girava la testa, poi l’incoscienza (non mi sono accorto della presenza di Gabardini nel cast, per dire). A giudicare dalla reazione del pubblico, che ha fatto scattare un applauso, la scena più divertente è quando Siani dice, “Chistaccà è proprio una cena da milanesi: perché solo a Milano potete dire “Benvenuto” e “Arrivederci” nella stessa serata”.

Al ritorno trovata la timeline di Twitter invasa dall’”Isola dei famosi”.

Non vedo l’ora che sia mattina per andare in posta. Aprire un conto, farmi un libretto, pagare un bollettino, mandare una raccomandata, spedire un pacco, non importa a fare cosa, ma sento l’urgenza di correre in posta.

Questo post di Emily Valentine mi ha fatto ricordare che l’auto con piscina non l’ha mica inventata la Vigorsol nel 2011.

Magari è solo una fissazione mia, eh, ma in “How I Met Your Mother” 7×11 ho visto un fracco di riferimenti a “Friends”.

C’è un “amico” che sclera perché la coppia della serie decide di trasferirsi nei suburbs con l’avvicinarsi della nascita del primo figlio e c’è l’amico in questione che, invitato nella nuova casa, dà di matto (a modo suo, questo sì: Robin si chiude in bagno ad oltranza, Joey si confronta con l’ottenne Dakota Fanning in 10×14).

C’è una coppia di uomini eterosessuali che deve vedersela con un bambino con la speranza di attaccare bottone alle mamme single (Chandler & Joey in 2×06 s’improvvisano baby-sitter con Ben, il figlio di Ross; mentre Ted & Barney decidono di adottare un bambino ma quando se ne ritrovano uno fra le mani la situazione sfugge al loro controllo) (tra l’altro, se la gag in “Friends” era quella di far scambiare Chandler & Joey per una vera coppia, in “How I Met Your Mother” Barney anticipa le ragazze dicendo loro che, no, non sta insieme a Ted).

C’è il bagno come luogo di cliffhanger e scoperte inaspettate (in 7×24 Phoebe e Rachel trovano un test di gravidanza positivo nella spazzatura).

Infine in entrambe c’è il cane di marmo/di gesso/di porcellana, quello che è.

Poiché la religione si è dimostrata straordinariamente criminale nell’unico campo in cui l’autorità morale ed etica dovrebbe essere considerata universale e assoluta, penso che abbiamo il diritto di trarre almeno tre conclusioni provvisorie. La prima è che la religione e le chiese sono artefatti umani. La seconda è che l’etica e la moralità sono del tutto indipendenti dalla fede, e non possono derivarne. La terza è che la religione — a causa della pretesa a una speciale dispensa divina per le sue pratiche e le sue credenze — è non so amorale, ma immorale.

Christopher Hitchens, Dio non è grande: Come la religione avvelena ogni cosa

“…e mi raccomando: non tornare a casa con una negra di quelle! Ti puoi divertire quanto vuoi, le puoi usare e lo puoi buttare, ma non portarne una a casa!”

Novembre’s Top Five

Non leggo da mesi la stampa: ho pensato di fare come Gesù Cristo che dopo aver guarito tanti ammalati e dopo averci donato una dottrina salvatrice, fu arrestato, calunniato e condannato alla croce: non si è difeso. [*]

…e sono ancora nostri alleati… [*]

Non avrà nessun esito giuridico, perché a febbraio c’è la prescrizione. [*]

Romina si drogava, questo ha devastato il nostro matrimonio. E credo sia stata lei a iniziare Ylenia alla droga. [*]

La colite mi perseguita. [*]

La buona notizia del giorno è che Mamma #2 e famiglia si sono trasferiti in un altro condominio.

La cattiva notizia del giorno è che Papà #1 e famiglia si sposteranno nell’ormai ex appartamento di Mamma #2 ovvero nella mia colonna.

D’estate, le finestre aperte, i rumori corrono…

Babbo Natale uguale a quello di “Miracolo nella 34ª strada”.

Maialah Carey che fa la duckface come una quindicenne qualunque.

Justin Bieber senza la frangia da Justin Bieber.

Una foca bianca intorno al suo collo.

Turuturuturuturu.

Bubububububububu.

Charlie e la fabbrica di cioccolato.

Macy’s.

Comprate la 3DS.

Pacchi che volano.

Yeeeeeeeeeeee-ee.

Maialah di spalle.

Maialah contro il muro.

Maialah sulla slitta.

Maialah avvolta in due struzzi.

Maialah con la frangia.

Maialah senza frangia.

Maialah con il cappello.

Maialah senza cappello.

Maialah che fa faccette buffe.

Maialah che usa la campanella per benedire.

Un cucciolo.

Occhiolino.

Maialah che proprio non ce la fa a stare serena mentre Justin Bieber l’abbraccia.

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